Argillà 2010

56°Concorso MIC

Week end di ceramiche a Faenza, fiera con molte presenze e ceramisti di tipi diversi. Purtroppo le alte aspettative non sempre coincidono con la realtà, e torno con sentimenti contrastanti. Per onore di cronaca, devo riconoscere che la manifestazione era organizzata molto bene, ottimi gli stand e i servizi e veramente eccezionale la cena di benvenuto. Speravo in una programmazione di incontri, a lato della manifestazione, più fitta e più interessante e sopratutto, questa la nota più dolente, in una selezione più accurata degli espositori. A chi voleva rivolgersi Argillà ?
Molta parte del pubblico, e le presenze sono state veramente numerose, era digiuna di 'educazione' ceramica. Questa, non fraintendete, non la reputo una cosa necessariamente negativa, però su questo tipo di pubblico va fatto un lavoro, non si può pretendere che capisca la differenza fra una ciotola fatta in serie da un altra, magari in porcellana con una lavorazione a nerikomi ? Vede principalmente la differenza di prezzo, ma non capisce. Capisce ancora meno se vicino a grandi ceramisti di esperienza e tecnica, si affiancano stand di tutt'altra natura...
Speravo di trovare una linea selettiva più chiara, e invece tra i numerosi stand mi sono spesso persa, dovendo tornare sui miei passi per rivedere artisti che conoscevo e che mi erano sfuggiti, e io alla fiera ho passato due giornate intere !
Se volevano rappresentare diverse realtà delle ceramica, avrebbero almeno potuto fare settori separati, anche se visto che i mercatini artigianali abbondano per una volta si poteva evitare.
La ceramica intesa in questo modo mi lascia perplessa, sembra voler far contenti tutti e in realtà non fa' contento nessuno, nè la signora che voleva comprare il portasapone nè l'intanditore che cerca il confronto. A patto che l'intenditore sia una figura che in Italia esiste... i veri interessati sono quasi tutti ceramisti, e un mondo che si riversa su se stesso va' poco lontano.
Mi dispiacerebbe veder bruciarsi una così buona occasione per la ceramica di alto livello, Faenza ha molto da offrire, il MIC è favoloso e la sua vocazione contemporanea è meritevole, poi c'è il Museo Zauli, anch'esso una meraviglia, perchè fare un Fiera nè carne nè pesce ?
Molti ceramisti stranieri sono partiti delusi, avendo venduto troppo poco, le fiere all'estero non mancano, perchè fare la fatica...
Comunque ho avuto l'occasione impagabile di vedere molti amici virtuali, di visitare due bellissime collezioni, di divertirmi con i forni all'aperto, e non ultimo di tornarmene a casa con quel colorante verde che mi serviva. Forse dovrebbe bastarmi ?

Museo Zauli

I came back from the italian ceramic fair Argillà with mixed feelings. One one side I found the collection of MIC and of Museo Zauli both extraordinary, and on the other I spent two days trying to look for the artists among stalls of replicas and colorful pendants. It seems that contemporary ceramics in Italy (not even in Faenza, a city that seemed voted to the contemporary side of ceramics, look at the concorso !) cannot have her own space, it has to be squeezed among crafty bits and bobs. I expected something different and maybe we are not ready, but if we continue with this unclarity we will never be ! For all of you who are blessed with different type of fairs and a larger audience of connoisseurs, I nonetheless recommend a visit to this beautiful city and her great collections ! I also feel like thanking the artists, who put their talent and their time in this event and giving contemporary ceramics a chance in this ungrateful country.

Luigi Ontani
"Electric throne"
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4 comments:

  1. Ciao Olivia,non posso che darti ragione. E' un peccato che dove ci sono le risorse non ci sia una direzione artistica più illuminata, ma dopo aver visto cos'è diventata "Portoni Aperti" a Nove, non mi resta che dire MENO MALE CHE C'E' FAENZA!!

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  2. si però se gli artisti non vendono diventerà difficile continuare a venire...e questo mi preoccupa

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  3. Gentilissima Olivia
    mi chiamo Beppe Olmeti e sono il coordinatore di Argillà.
    La ringrazio per l'analisi da lei espressa nel post che considero molto interessante e la ringrazio per aver trascorso due giorni a Faenza.
    Come credo sia evidente ci siamo dati molto da fare per realizzare una manifestazione valida e che "faccia bene" alla ceramica, anche se è sempre difficile "azzeccarla" (ma del resto non sbaglia solo chi non "fa" ovvero non si assume responsabilità operative, pratiche e concrete in quello in cui crede.
    Oltretutto siamo giunti solo alla seconda edizione e speriamo di fare tesoro degli errori e migliorare in futuro.
    Mi permetto di dissentire però con lei nella sensazione che deriva dalla lettura del suo post che ad Argillà non si venda e che i ceramisti stranieri siano ripartiti scontenti e che possano non tornare.
    Proprio in questi giorni sto facendo il consuntivo dei "feedback" che ho ricevuto da 160 ceramisti sui circa 200 partecipanti e a questo momento i dati parziali esaminati (circa una cinquantina) sono, al contrario di quanto da lei commentato, molto confortanti: anche se tutti si augurano sempre di vendere di più (c'è crisi anche nell'isola felice di Argillà, nonostante il clima di serenità e gioia che si respira nelle due giornate aiuti le vendite) i dati dichiarati (rigorosamente anonimi e perciò ritengo più attendibili) esprimono mediamente soddisfazione per le vendite, certo c'era speranza di fare di più però la quantità di pezzi venduti ed il fatturato medio sono decisamente soddisfacenti.
    Ma quello che ci rende più felici è che al 95% gli espositori (anche e soprattutto gli stranieri) ci dicono che certamente torneranno ad Argillà.
    Le riporto infine quanto mi ha confidato, con un senso di divertita complicità, uno degli espositori stranieri presenti con oggetti di maggior pregio: "ad Argillà non ho venduto molto" e dopo una pausa, con un gran sorriso "anche se quest'anno è stato il mercato dove in assoluto ho venduto di più !!!".
    Infine il tema della selezione e della qualificazione lo stiamo esaminando con attenzione e lo cureremo sempre più e sempre meglio, anche se manifestazioni con maggiore selezione e minor quantità di espositori esistono, almeno nel resto dell'Europa, mentre noi continueremo ad ispirarci, nella filosofia e nel metodo, alla manifestazione originale nata e cresciuta ad Aubagne.
    Anche il tema di creare settori separati lo avevamo analizzato in preparazione alla prima edizione e non ci ha convinto in quanto il rischio di creare isole tematiche avrebbe creato situazioni disomogenee e di difficile realizzazione logistica, e poi per queste esigenze esistono già le fiere di settore ed Argillà vuole essere la festa di tutti i ceramisti.
    Grazie ancora per l'attenzione e questa ospitalità e arrivederci a presto, spero anche prima della prossima edizione di Argillà.
    beppe olmeti

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  4. Caro Beppe, ho letto con attenzione il suo commento e sono contenta dell'attenzione che mettete nell'ascoltare i 'feedbacks'. Sono anche contenta, che lei abbia raccolto commenti che differiscono dai miei e che ci siano già conferme per la prossima edizione. Sicuramente il momento è poco felice e non solo per la ceramica. Al di là delle divergenze di opinione logistica, le ribadisco che ho trovato la parte organizzativa veramente eccellente.
    buon lavoro
    o.m.

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